CHI SIAMO

L'Ente Scuola Edile per l'industria edilizia ed affini della provincia di Ascoli Piceno, si è costituito il 30 settembre 1959, in attuazione dell'art. 61 del contratto collettivo nazionale di lavoro e, dall'art. 10 del contratto integrativo provinciale 30/09/1959.

In data 26 ottobre 2010 le parti hanno formalizzato l'accordo per mantenere nelle due Province di Ascoli Piceno e Fermo un unico Ente, denominato: Ente Scuola Edile per l'Industria Edilizia ed affini delle Province di Ascoli Piceno e Fermo.

Ha lo scopo di provvedere alla formazione, al miglioramento ed al perfezionamento delle capacità tecniche delle maestranze.

L'amministrazione dell'Ente è affidata ad un consiglio di amministrazione composto, in misura paritetica, dai rappresentanti delle associazioni di categoria dei Costruttori Edili dell'Assindustria e dai rappresentanti dei lavoratori edili aderenti alle organizzazioni sindacali Fillea. Cgil - Filca Cisl - Feneal Uil delle Province di Ascoli Piceno e Fermo.

COSA FACCIAMO

IN NUMERI

81818

Visitatori Totali

36

Visitatori di Oggi

73

Visitatori di Ieri


68

Corsi Disponibili

6

Corsi Attivi

622

Iscritti ai Corsi

CDA

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Presidente
CATALINI
ARCH.
MARCO EMILIO
ANCE
Ascoli Piceno
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Vicepresidente
PASSARETTI

TONINO
FILCA - CISL
Ascoli Piceno
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Consigliere
CAIONI
GEOM.
DOMENICO
ANCE
Ascoli Piceno
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Consigliere
CASENOVE
GEOM.
PAOLO
ANCE
Ascoli Piceno
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Consigliere
CELI
GEOM.
MASSIMILIANO
ANCE
Fermo
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Consigliere
LAZZARINI
DOTT. SSA
RAMONA
ANCE
Ascoli Piceno
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Consigliere
LUCIANI

MARCO
ANCE
Fermo
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Consigliere
ARMILLEI

SILVIO
FENEAL - UIL
Ascoli Piceno
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Consigliere
CECI

ROBERTO
FENEAL - UIL
Ascoli Piceno
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Consigliere
MALASPINA

GUGLIELMO
FILLEA - CGIL
Fermo
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Consigliere
PETROCCHI

FRANCESCO
FILLEA - CGIL
Ascoli Piceno
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Consigliere
IONNI

SERGIO
FILCA - CISL
Ascoli Piceno

COLLEGIO SINDACI REVISORI

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Presidente
AGOSTINI
RAG.
LUCIANO
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Componente
CANTALAMESSA
RAG.
CARLO
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Componente
VOLPI
DOTT.
MARIO

STRUTTURA

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Insegnante
GIORGI
GEOM.
NAZZARENO
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Insegnante
COCCI

MAURIZIO
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Amministrazione
VENTURA

LUIGIA

STATUTO

dell'Ente Scuola Edile delle Province di Ascoli Piceno e Fermo

Articolo 1 - Costituzione

Ai sensi dell'art. 36 e seguenti del Codice Civile è costituito l'Ente Scuola Edile per l'Industria Edilizia ed affini delle province di Ascoli Piceno e Fermo.
L'Ente non ha scopo di lucro.
L'Ente è lo strumento per il perseguimento dei fini istituzionali previsti dal presente Statuto e dai contratti ed accordi collettivi stipulati fra A.N.C.E., Intersind e le Federazioni nazionali dei lavoratori (FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL) nonché fra ANCE di Ascoli Piceno ed ANCE Fermo e la FENEAL-UIL, FILCA-CISL e la FILLEA-CGIL delle province di Ascoli Piceno e Fermo.

Articolo 2 - Partecipazione al sistema edile per la formazione e la sicurezza

L'Ente fa parte del sistema formativo nazionale paritetico di categoria coordinato dal Formedil nazionale e dalle sue articolazioni regionali, secondo quanto previsto dai contratti ed accordi collettivi di cui all'art. 1 del presente statuto.
L'Ente fa parte inoltre del sistema di sicurezza nazionale paritetico di categoria coordinato dalla Commissione Nazionale Paritetica per la prevenzione infortuni, l'igiene e l'ambiente di lavoro, secondo quanto previsto dai contratti ed accordi collettivi di cui all'art. 1 del presente statuto.
L'Ente costituisce per l'edilizia l'organismo paritetico di cui all'art.2, comma 1 e art. 51 del Decreto Legislativo 9 Aprile 2008 n.81.

Articolo 3 - Scopi statutari

L'Ente ha per fini istituzionali la promozione, l'organizzazione, l'attuazione, nel proprio ambito territoriale di iniziative di prima formazione per i giovani che entrano nel settore, iniziative di formazione continua, qualificazione, riqualificazione, specializzazione ed aggiornamento per operai, impiegati amministrativi, tecnici e quadri secondo le esigenze del mercato del lavoro.
L'Ente, con particolare attenzione a tutti gli aspetti relativi all'infortunistica e all'igiene del lavoro secondo quanto previsto dal decreto legislativo 9 Aprile 2008 n. 81, ha per scopo lo studio dei problemi generali e specifici inerenti alla prevenzione degli infortuni, all'igiene del lavoro e in genere al miglioramento dell'ambiente di lavoro, formulando proposte e suggerimenti e promuovendo o partecipando ad idonee iniziative.

Articolo 4 – Attività dell'Ente

Le attività di formazione saranno rivolte a:
- giovani inoccupati o disoccupati da avviare al lavoro nel settore, ivi compresi i lavoratori extracomunitari;
- giovani neo diplomati e neo laureati;
- giovani titolari di contratti di apprendistato (istruzione complementare) o formazione lavoro (formazione teorica);
- personale (operai, impiegati tecnici e quadri) dipendente da imprese;
- manodopera femminile per facilitarne l'inserimento nel settore;
- lavoratori in mobilità.
L'Ente in collaborazione e coordinamento con i Comitati territoriali per la prevenzione infortuni, l'igiene e l'ambiente di lavoro organizza ed attua attività di formazione specifica ed integrata per la sicurezza.
In particolare, in conformità a quanto stabilito dalla contrattazione collettiva nazionale stipulata dalle Associazioni nazionali cui aderiscono quelle territoriali di cui all'art. 1 nonché dalla contrattazione integrativa stipulata dalle Associazioni territoriali medesime, tale formazione si rivolge a:
- lavoratori che si inseriscono per la prima volta nel settore;
- lavoratori assunti con contratto di apprendistato o di formazione e lavoro;
- tecnici, capisquadra, capicantiere e preposti;
- lavoratori occupati;
- tecnici e coordinatori in materia di sicurezza e salute e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.
In materia di sicurezza nel settore delle costruzioni l'Ente:
a) suggerisce l'adozione di iniziative dirette:
- allo svolgimento di corsi di prevenzione per le persone preposte all'attuazione della normativa antinfortunistica;
- all'introduzione e allo sviluppo dell'insegnamento delle discipline prevenzionali nell'ambito della formazione professionale per i mestieri dell'edilizia;
- all'attuazione di interventi informativi e formativi in materia di sicurezza e salute per le maestranze edili, i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, i responsabili del servizio di prevenzione e protezione, nonché i coordinatori per la sicurezza;
b) promuove iniziative per la diffusione anche nei luoghi di lavoro di materiale di propaganda sui temi della sicurezza e della salute;
c) si avvale delle segnalazioni riguardanti i problemi della prevenzione, dell'igiene e delle condizioni ambientali nei cantieri e negli stabilimenti, che potranno essere effettuate da ciascuna delle Organizzazioni rappresentate nell'Ente, dalle rappresentanze sindacali unitarie, dai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, dai datori di lavoro o dai lavoratori;
d) esercita, con le procedure di cui al successivo art. 17, ogni opportuno intervento nei luoghi di lavoro per favorire l'attuazione delle norme di legge sugli apprestamenti e le misure prevenzionali e sull'igiene del lavoro, nonché sulle condizioni ambientali in genere, avvalendosi allo scopo di tecnici professionalmente qualificati;
e) svolge i compiti di conciliazione delle controversie di cui all'art. 51 comma 2 del decreto legislativo del 09/09/2008 n. 81;
f) svolge funzioni di orientamento e di promozione di iniziative formative nei confronti dei lavoratori;
g) provvede alla istituzione e conservazione di un "elenco", dei nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, eletti o designati nel territorio di competenza dell'Ente;
h) certifica, in funzione di norme di legge vigenti, la formazione dei coordinatori per la sicurezza- Rspp datori di lavoro, preposti, dirigenti ecc.
Per realizzare gli scopi ed i fini di cui al precedente articolo, l'Ente si avvale:
- della propria struttura tecnica;
- delle altre strutture paritetiche costituite ai sensi del vigente CCNL dell'edilizia, stipulato tra le parti di cui all'art. 1;
- di soggetti pubblici o privati competenti in materia.
Laddove l'Ente, per accertate obiettive difficoltà, non possa organizzare corsi in proprio, questi potranno essere affidati, sotto il controllo dell'Ente medesimo, ad altro Ente Scuola di cui al contratto collettivo nazionale di settore o di altri organismi appropriati.
L'Ente può sviluppare ogni attività di ricerca e formazione utile al raggiungimento dei suoi scopi, nonché prove e sperimentazioni in materia di sicurezza e qualità; inoltre, fornisce consulenza alle imprese, organizzando anche attività formative specifiche su richiesta delle stesse.
L'attività dell'Ente viene svolta in conformità con gli orientamenti del Formedil nazionale e delle sue articolazioni regionali e con quelli della Commissione Nazionale Paritetica per la prevenzione Infortuni, l'igiene e l'ambiente di lavoro.

Articolo 5 - Sede e durata

L'Ente ha la propria sede legale in Ascoli Piceno Zona Industriale Campolungo e sedi operative ad Ascoli Piceno e Fermo.
La durata dell'Ente è indeterminata nel tempo.

Articolo 6 - Rappresentanza legale

La rappresentanza legale spetta al Presidente del Consiglio di Amministrazione.

Articolo 7 - Entrate

Le entrate dell'Ente sono costituite da:
a) contributi stabiliti dai contratti e dagli accordi nazionali stipulati dalle Associazioni di cui all'art. 1 e nell'ambito di questi dagli accordi stipulati tra ANCE Ascoli Piceno e ANCE Fermo e la FENEAL-UIL, la FILCA-CISL e la FILLEA-CGIL delle province di Ascoli Piceno e Fermo;
b) interessi attivi derivanti dalla gestione finanziaria del patrimonio dell'Ente;
c) dalle sanzioni per ritardato versamento dei contributi di cui alla lettera a);
d) somme riscosse per lasciti, donazioni, elargizioni e in genere per atti di liberalità o per qualsiasi altro titolo ordinario o straordinario riguardante la gestione dell'Ente,
e) finanziamenti e sovvenzioni di Ministeri, Pubbliche Amministrazioni, Enti Pubblici e Privati nazionali ed internazionali.

Articolo 8 - Patrimonio sociale

Il patrimonio dell'Ente è costituito:
a) dai beni mobili ed immobili che per acquisti, lasciti, donazioni e per qualsiasi altro titolo vengono in proprietà dell'Ente,
b) dagli avanzi di gestione e dalle somme destinate a formare speciali riserve di accantonamenti,
c) dalle somme che per qualsiasi titolo, previe le eventuali autorizzazioni di legge, sono destinate ad entrare nel patrimonio dell'Ente.
L'Ente non può distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale.

Articolo 9 - Consiglio di Amministrazione

a) Composizione
L'Ente è retto da un Consiglio di Amministrazione paritetico composto di n. 12 membri nominati rispettivamente:
- n. sei dall'Associazione Territoriale dei datori di lavoro di cui all'art. 1,
- n. sei dalle Organizzazioni Territoriali dei lavoratori di cui all'art. 1.
In ogni caso di necessità i rappresentanti del Consiglio di Amministrazione sono nominati dalle Associazioni nazionali rispettive.
Uno fra i membri nominati dall'Associazione territoriale dei datori di lavoro assumerà la funzione di Presidente, su designazione dell'Associazione territoriale medesima.
Uno fra i membri nominati dalle Organizzazioni territoriali dei lavoratori assumerà, su designazione di queste, la funzione di Vice Presidente.
b) Durata
Il Consiglio di Amministrazione dura in carica tre anni.
I membri del Consiglio di Amministrazione possono essere riconfermati.
E' però data facoltà alle Associazioni sindacali designanti di provvedere alla loro sostituzione anche prima dello scadere del triennio.
In ogni caso decadono dalla carica i membri del Consiglio di Amministrazione che, senza giustificato motivo, per tre volte consecutive non partecipano alle sedute.
I membri del Consiglio nominati in sostituzione di quelli eventualmente cessanti, per qualunque causa, prima della decadenza del Consiglio restano in carica fino a quando vi sarebbero rimasti i membri che hanno sostituito.
c) Gratuità delle cariche.
Tutte le cariche sono gratuite.
d) Attribuzioni
Il Consiglio provvede all'amministrazione ed alla gestione dell'Ente compiendo tutti gli atti necessari allo scopo.
Spetta in particolare al Consiglio di Amministrazione di:
1) amministrare i contributi ed il patrimonio dell'Ente;
2) provvedere alla compilazione ed approvazione dei bilanci consuntivi e dei piani previsionali delle entrate e delle uscite dell'Ente;
3) curare e promuovere l'impiego dei mezzi finanziari e delle entrate dell'Ente per il raggiungimento degli scopi di cui agli articoli del presente statuto;
4) curare ogni altro adempimento posto a carico dell'Ente dai contratti ed accordi collettivi nazionali e territoriali di cui all'art. 1;
5) accordare pegni, comodato o ipoteche, mutuare titoli e consentire iscrizioni, postergazioni, cancellazioni d'ogni sorta nei pubblici registri ipotecari censuari e nel G.L. del debito pubblico, con facoltà di esonerare i conservatori delle ipoteche da ogni responsabilità anche per rinuncia di ipoteche legali, transigere o compromettere in arbitri o amichevoli composizioni, muovere o sostenere liti recederne; appellare ed accettare i giuramenti, nominare procuratori speciali ed eleggere domicili, acquistare, vendere a costruire immobili;
6) promuovere i provvedimenti amministrativi e giudiziari ritenuti convenienti per il buon funzionamento dell'Ente;
7) stabilire su proposta del Comitato di Presidenza l'organigramma e l'organico del personale, assumere e licenziare il personale dell'Ente;
8) deliberare sui rapporti di collaborazione necessari al perseguimento dei fini istituzionali definendo i criteri per la scelta di tecnici professionalmente qualificati;
9) approvare, su proposta del Comitato di Presidenza il piano di attività dell'Ente, nel quale sono inseriti i programmi delle attività formative da svolgere con i relativi corsi. Tale piano sarà predisposto, tenendo conto degli orientamenti del mercato del lavoro e dei bisogni di formazione rilevati, sulla base delle disponibilità finanziarie dell'esercizio; sarà portato a conoscenza delle Organizzazioni territoriali prima della sua approvazione e successivamente trasmesso al Formedil nazionale e regionale e alle parti sociali nazionali di cui all'art 1;
10) compiere tutti gli altri atti ed assumere iniziative valide per il raggiungimento dei fini istituzionali.
e) Convocazioni
Il Consiglio di Amministrazione si riunisce ordinariamente una volta al bimestre e straordinariamente ogni qualvolta sia richiesto dal Presidente e dal Vicepresidente o da almeno tre membri del Consiglio di Amministrazione o dal Collegio dei Sindaci Revisori.
La convocazione del Consiglio di Amministrazione è fatta mediante avviso scritto da recapitarsi almeno cinque giorni prima di quello fissato per la riunione, specificando il luogo, il giorno ed ora della riunione e gli argomenti all'ordine del giorno.
In caso di particolare urgenza, il termine per la convocazione , da effettuarsi anche a mezzo telefax, potrà essere ridotto a due giorni
Alle riunioni del Consiglio di Amministrazione partecipa di norma il Direttore.
f) Deliberazioni
Per la validità delle adunanze del Consiglio di Amministrazione e delle deliberazioni relative è necessaria la presenza di almeno la metà più uno dei suoi componenti.
Ciascun membro ha diritto ad un voto.
Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta di voti.
Delle adunanze viene redatto verbale da un incaricato del Presidente. Il verbale è approvato dal Consiglio di Amministrazione e sottoscritto dal verbalizzante, dal Presidente e dal Vice Presidente.
g) Comitato Tecnico per la Sicurezza
Per la cura delle attività indicate all'art. 4, 3° comma ed all'art. 17 il Consiglio di Amministrazione può delegare le proprie attribuzioni ad un Comitato Tecnico per la Sicurezza composto da 4 membri:
- n. due dall'Associazione territoriale dei datori di lavoro di cui all'art. 1,
- n. due dalle Organizzazioni territoriali dei lavoratori di cui all'art. 1.
Su indicazione del Presidente e del Vice Presidente due membri del comitato potranno essere delegati alla conduzione delle attività dello stesso.

Articolo 10 - Presidente

Il Presidente dura in carica un Triennio, salvo quanto disposto dall'art. 9 lett. b).
Il Presidente ha la firma sociale.
Spetta al Presidente di:
a) rappresentare l'Ente di fronte a terzi ed in giudizio;
b) sovrintendere all'applicazione del presente statuto, promuovere la convocazione ordinaria e straordinaria del Consiglio di Amministrazione e presiederne le adunanze.
Il Presidente può delegare per iscritto le funzioni in parte, o integralmente in caso d'impedimento, ad altro membro del Consiglio di Amministrazione fra quelli designati dalle Associazioni territoriali ANCE.

Articolo 11 - Vice Presidente

Il Vice Presidente dura in carica un triennio, salvo quanto previsto dall'art. 8 lett. b).
Spetta al Vice Presidente di coadiuvare il Presidente nell'esercizio delle sue funzioni.
Il Vice Presidente può delegare per iscritto le sue funzioni in parte, o integralmente in caso di impedimento, al altro membro del Consiglio di Amministrazione fra quelli designati dalle Organizzazioni dei lavoratori.

Articolo 12 - Comitato di Presidenza

Il Comitato di Presidenza è costituito dal Presidente e dal Vice Presidente.
Spetta al Comitato di Presidenza di dare esecuzione alle deliberazioni del Consiglio di Amministrazione e di svolgere tutti gli altri compiti ad esso demandati.

Articolo 13 - Collegio dei Sindaci Revisori

a) Composizione
Il Collegio dei Sindaci Revisori è composto di tre membri effettivi designati rispettivamente: uno congiuntamente dalle Associazione Territoriali ANCE, uno congiuntamente dalle Organizzazioni sindacali dei lavoratori ed il terzo, che presiede il Collegio, di comune accordo tra tutte le Organizzazioni territoriali di cui all'art. 1. In mancanza dell'accordo, la designazione è fatta dal Presidente del Tribunale.
I membri del Collegio Sindacale, designati dalle Organizzazioni territoriali competenti, devono essere scelti tra gli iscritti nell'Albo dei ragionieri collegiati o nell'Albo dei revisori contabili oppure nell'Albo dei dottori commercialisti.
Il Presidente del Collegio deve essere iscritto nel ruolo dei Revisori Ufficiali dei Conti o nell'Albo dei revisori contabili.
b) Compensi
Ai Sindaci effettivi è corrisposto un compenso annuo, il cui ammontare viene fissato di anno in anno dal Consiglio di Amministrazione in sede di approvazione del bilancio preventivo.
c) Durata
I Sindaci durano in carica un triennio e possono essere riconfermati.
d) Attribuzioni
I Sindaci Revisori esercitano le attribuzioni e hanno i doveri di cui agli artt. 2403,2404, e 2407 del Codice Civile, in quanto applicabili.
Essi devono immediatamente riferire al Consiglio di Amministrazione eventuali irregolarità riscontrate durante l'esercizio delle loro funzioni.
Il Collegio dei Sindaci Revisori esamina i bilanci consuntivi dell'Ente per controllarne la rispondenza con i registri contabili.
Il Collegio si riunisce ordinariamente una volta al trimestre ed ogni qualvolta il Presidente lo ritenga opportuno ovvero quando uno dei Sindaci ne faccia richiesta.
La convocazione è fatta senza alcuna formalità di procedura.
I Sindaci Revisori partecipano alle riunioni del Consiglio di Amministrazione senza voto deliberativo.

Articolo 14 - Direttore

Il Direttore è nominato dal Consiglio di Amministrazione sulla base di criteri informati al principio della professionalità.Il Direttore, sotto la sorveglianza del Presidente e del Vice Presidente, è responsabile del funzionamento dell'Ente, svolgendo inoltre i compiti che gli vengono affidati dal Comitato di Presidenza in attuazione delle delibere del Consiglio di Amministrazione.
In particolare:
a) predispone, sulla base degli indirizzi del Comitato di Presidenza, il piano generale dell'attività dell'Ente;
b) cura l'attuazione del piano generale dell'attività dell'Ente approvato dal Consiglio di Amministrazione;
c) adotta i provvedimenti disciplinari relativi al personale riferendone al Consiglio di Amministrazione;
d) cura, sulla base degli indirizzi del Comitato di Presidenza, i rapporti con il territorio favorendo la realizzazione delle iniziative previste dal piano generale;
e) attiva, sulla base degli indirizzi del Comitato di Presidenza, relazioni con Enti pubblici e privati, con il Formedil nazionale, i Formedil regionali e con la Commissione Nazionale Paritetica per la Sicurezza in Edilizia.
Le ulteriori attribuzioni e il trattamento economico del Direttore sono stabiliti dal Consiglio di Amministrazione.

Articolo 15 - Personale dell'Ente

L'assunzione del personale dell'Ente è decisa dal Consiglio di Amministrazione, su proposta del Comitato di Presidenza, sentito il Direttore, sulla base di una selezione collegata esclusivamente a criteri di professionalità.
Al personale dell'Ente deve essere assicurato un trattamento conforme alle normative di legge, tenuti presenti i contratti collettivi di lavoro vigenti per la categoria edile sottoscritti dalle Organizzazioni di cui all'art. 1.
Il trattamento economico e normativo del personale dell'Ente è stabilito dal Comitato di Presidenza, sentito il Direttore, nell'ambito delle direttive deliberate dal Consiglio di Amministrazione.

Articolo 16 - Amministrazione

L'Amministrazione del patrimonio sociale e la gestione di tutti i fondi di pertinenza dell'Ente spettano al Consiglio di Amministrazione.
I singoli atti amministrativi dell'Ente concernenti l'erogazione delle spese, l'incasso dei contributi, il loro movimento e le relative operazioni di banca devono essere sottoscritti congiuntamente dal Presidente e dal Vice Presidente.
Gli avanzi annuali di gestione vanno impiegati esclusivamente per costituire riserve ordinarie e straordinarie, secondo modalità da determinarsi dal Consiglio di Amministrazione.

Articolo 17 - Intervento sui luoghi di lavoro

Per l'attività di cui alla lettera e) dell'art. 4, il Consiglio di Amministrazione determina le modalità concrete di svolgimento delle attività di cui sopra compatibilmente con le disponibilità finanziarie dell'Ente. Esso può altresì stabilire i modi degli eventuali interventi di emergenza dell'Ente per i casi di particolare gravità.
Le attività suddette sono disciplinate, in via prioritaria, come segue:
a) su espressa richiesta delle imprese aderenti o dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, il Comitato di Presidenza programma l'effettuazione di visite dei tecnici finalizzate a fornire valutazioni e supporto alle imprese medesime ed ai suddetti rappresentanti su specifiche misure di prevenzione concretamente da adottarsi nel singolo luogo di lavoro;
b) il Consiglio di Amministrazione, tenuto conto delle risorse organizzative in possesso dell'Ente, può programmare in via autonoma l'effettuazione da parte dei tecnici di visite a luoghi di lavoro. Le visite sono disposte normalmente con criteri di territorialità o di tipologia produttiva. L'effettuazione del programma è autorizzata dal Comitato di Presidenza. Il Direttore dà comunicazione preventiva dei programmi di visite disposte dal Consiglio di Amministrazione ai titolari o legali rappresentanti delle imprese e ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza cui fanno capo i luoghi di lavoro;
c) il tecnico incaricato della visita ha il compito di fornire chiarimenti e consigli al rappresentante dell'impresa ed ai lavoratori e/o loro rappresentanti nonché di impartire immediatamente le istruzioni ritenute più opportune, indicandone i tempi di attuazione, e di riferire tempestivamente al Direttore.
Ove possibile, allo scadere dei predetti termini, è effettuata una seconda visita allo scopo di accertare l'attuazione delle misure suggerite. Sulla relazione dei tecnici, il Comitato di Presidenza, al quale compete valutare le comunicazioni da fornire al riguardo al Consiglio diAmministrazione, è informato tramite il Direttore.
Ove risulti che le istruzioni fornite e gli interventi effettuati non hanno sortito esito, il Consiglio di Amministrazione ne dispone la segnalazione alle Organizzazioni territoriali di cui all'art. 1 per le iniziative del caso.
Le procedure di cui sopra non esonerano le imprese da eventuali loro responsabilità penali, né le esimono dal dare applicazione alle disposizioni o prescrizioni che fossero ad esse impartite dai competenti Organi ispettivi o di controllo previsti dalla legge.

Articolo 18 - Il segreto d'ufficio

I membri del Consiglio di Amministrazione e ogni altra persona che partecipi alle riunioni dell'Ente, nonché i tecnici di cui all'art. 5). lettera e) ed il personale dell'Ente medesimo, sono tenuti a rispettare il segreto d'ufficio.

Articolo 19 - Esercizi

L'esercizio finanziario dell'Ente ha decorrenza dal 1° ottobre di ciascun anno e termine al 30 settembre dell'anno successivo.
Alla fine di ogni esercizio il Consiglio di Amministrazione provvede alla compilazione del bilancio consuntivo, in conformità alle norme contrattuali, da approvarsi entro sei mesi dalla chiusura dell'esercizio.
Entro lo stesso termine deve essere compilato ed approvato il piano previsionale delle entrate e delle uscite per l'esercizio successivo.
Nella compilazione del piano previsionale delle entrate e delle uscite e del bilancio consuntivo deve essere seguito lo schema unico la cui determinazione è di competenza delle Associazioni Nazionali di cui all'art. 1.
Sia il bilancio consuntivo che il bilancio previsionale delle entrate e delle uscite, approvati secondo lo schema unico adottato dalle parti nazionali e accompagnati dalla relazione del Presidente e da quella del Collegio dei Sindaci Revisori, devono essere trasmessi entro un mese dalla loro approvazione per le verifiche di conformità e le valutazioni di merito alle Organizzazioni territoriali di cui all'art. 8, al Formedil nazionale e regionale nonché alla Commissione Paritetica Nazionale per la prevenzione infortuni, igiene ed ambiente di lavoro.
Nel periodo intercorrente tra il 1° ottobre di ogni anno e la data di approvazione del piano previsionale delle entrate e delle uscite relativo all'esercizio in corso, si provvede alla gestione economico-finanziaria dell'Ente, in via provvisoria, sulla base del piano previsionale approvato per l'esercizio precedente.

Articolo 20 - Liquidazione

La messa in liquidazione dell'Ente è disposta con accordo tra le Organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori di cui all'art. 1 su conforme decisione congiunta delle Associazioni nazionali, sentito il parere del Formedil.
Nell'ipotesi di messa in liquidazione, le Organizzazioni territoriali di cui al comma precedente provvederanno alla nomina di uno o più liquidatori.
Trascorsi sei mesi dalla messa in liquidazione, provvederà in difetto al Presidente del Tribunale competente per la circoscrizione territoriale.
Le Organizzazioni predette determineranno, all'atto della messa in liquidazione dell'Ente i compiti del o dei liquidatori e successivamente ne ratificano l'operato.
In caso di scioglimento dell'ente, per qualunque causa, il patrimonio dell'Ente stesso sarà devoluto, su deliberazione delle parti, ad altra organizzazione con finalità analoghe o a fini di pubblica utilità, sentito l'organo di controllo di cui all'art. 3 comma 190 della legge 23 dicembre 1996 n. 662.

Articolo 21 – Controversie

Qualsiasi controversia inerente all'interpretazione e all'applicazione del presente Statuto è deferita all'esame delle Organizzazioni territoriali di cui all'art. 1.
In caso di mancato accordo fra le stesse, la controversia è rimessa alle Associazioni nazionali di cui all'art. 1 che decidono in via definitiva.

Articolo 22 - Modifiche dello statuto

Le modifiche dello statuto sono approvate dalle Organizzazioni territoriali dei datori di lavoro e dei lavoratori di cui all'art. 1, sentito il parere del Consiglio di Amministrazione dell'Ente, del Formedil nazionale e della Commissione paritetica Nazionale per la prevenzione degli infortuni, l'igiene e l'ambiente di lavoro.

POLITICA DELLA QUALITA'

dell'Ente Scuola Edile delle Province di Ascoli Piceno e Fermo

L'Ente Scuola Edile ha per fini istituzionali la promozione, l'organizzazione, l'attuazione, nel proprio ambito territoriale di iniziative di formazione per i giovani che entrano nel settore dell'edilizia o affini, di iniziative di formazione continua, qualificazione, riqualificazione, specializzazione ed aggiornamento per operai, impiegati amministrativi, tecnici e quadri secondo le esigenze del mercato del lavoro del settore edile.
L'Ente, con particolare attenzione a tutti gli aspetti relativi all'infortunistica, all'igiene, alla sicurezza e alla salute nei cantieri di lavoro, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 81/08 e smi, ha per scopo lo studio dei problemi generali e specifici inerenti alla prevenzione degli infortuni, all'igiene del lavoro e in genere al miglioramento dell'ambiente di lavoro, formulando proposte e suggerimenti e promuovendo o partecipando ad idonee iniziative formative in merito. L'attività dell'Ente viene svolta in conformità con gli orientamenti del Formedil nazionale e delle sue articolazioni regionali e con quelli della Commissione Nazionale Paritetica per la prevenzione Infortuni, l'igiene e l'ambiente di lavoro.
Lo scopo ed il campo di applicazione del SGQ coincide con l'oggetto della certificazione riportato sul certificato ovvero:

Progettazione ed erogazione di servizi di formazione nel settore edile ed affini.

Detto ciò: il Consiglio di Amministrazione della Struttura in considerazione della crescente richiesta da parte del mercato di standard qualitativi consolidati e convinta dei miglioramenti interni conseguibili con lo sviluppo di una cultura della qualità, ha deciso di dare attuazione ad un Sistema Qualità conforme alla norma UNI EN ISO 9001:2015, con il preciso obiettivo del miglioramento continuo e del mantenimento del sistema stesso. E' quindi intendimento della Struttura, affrontare e risolvere le problematiche conseguenti al perseguimento di tale scopo adottando adeguati mezzi operativi, creando un ambiente idoneo al corretto svolgimento della attività e soprattutto responsabilizzando in modo coordinato tutti i Collaboratori sia interni che esterni alla Struttura. Obiettivo fondamentale della Struttura è fare in modo che tutte la attività vengano sviluppate in modo efficiente ed efficace attivando un sistema di gestione improntato sui seguenti principi fondamentali:
- assoluto rispetto delle leggi vigenti in materia di tutela ambientale, sicurezza, igiene del lavoro ed antinfortunistica;
- continuo miglioramento del servizio formativo realizzato;
- rispetto degli obiettivi posti e valutazione del raggiungimento degli stessi anche rispetto alle necessità e le aspettative del "Cliente";
- costante determinazione nella ricerca ed eliminazione delle non conformità nella convinzione che un difetto o problema può condurre non solo ad un intervento correttivo (ed ai relativi costi), ma anche a possibile perdita d'immagine;
- impegno costante nella prevenzione dei problemi e delle carenze;
- responsabilizzazione e motivazione individuale ad ogni livello in merito alla qualità delle attività di competenza, coinvolgendo tutta la nostra organizzazione;
- oggettivazione del know-how aziendale e del patrimonio tecnologico "personale" e miglioramento dello stesso attraverso la formazione e l'addestramento continuo;
- perseguimento di una collaborazione assidua e costante con i Fornitori di servizi e di materiali allo scopo di attivare rapporti improntati ad una crescita continua e congiunta della qualità complessiva offerta;
- mantenimento del SGQ, quale strumento di miglioramento continuo, volto alla razionalizzazione efficace ed efficiente dei processi della Scuola Edile;
- costante attenzione al mondo del lavoro e dei suoi fabbisogni;
- segnalare in modo costante al mondo del lavoro le necessità, le opportunità, gli obblighi ed i mutamenti legislativi significativi rispetto al mondo dell'edilizia;
- miglioramento della documentazione del SGQ e dei documenti collegati.

Il Consiglio di Amministrazione dell'Ente Scuola Edile, al fine di garantire che l'espletamento di tutte le attività ottemperi alla politica della qualità definita e soddisfi gli obiettivi fissati, ha nominato un RGQ con l'incarico di monitorare l'applicazione del Sistema di gestione per la Qualità e di quanto stabilito, in termini di efficacia ed efficienza.
RGQ ha la libertà organizzativa e l'autorità necessaria ad assolvere i seguenti compiti:
- promuovere tutta le azioni necessarie per prevenire il verificarsi di situazioni non conformi al Sistema Qualità;
- identificare e registrare ogni problema rilevante per la qualità del sistema;
- proporre, concordare ed avviare soluzioni attraverso i canali stabiliti;
- verificare l'attuazione delle soluzioni concordate e stabilite.

Si fa comunque Presente che il conseguimento degli obiettivi sopra definiti è una responsabilità di tutti i collaboratori dell'Ente Scuola Edile, e coinvolge quindi ogni funzione aziendale nell'ambito dei compiti assegnati.

Nell'individuazione e ripartizione delle responsabilità operative si Richiama l'attenzione su tre ulteriori aspetti:
- l'autocontrollo che ognuno deve porre in atto e che comprende la verifica delle attività svolte;
- l'evidenza oggettiva che il Docente di cantiere deve fornire in merito a quanto eseguito conformemente alle istruzioni ricevute;
- la segnalazione tempestiva di ogni situazione che sia o, a suo giudizio, possa diventare condizioni avversa o non conforme rispetto alle attività, agli obiettivi e alla politica della Struttura.

In tutto questo contesto assumono particolare significato le procedure (gestionali ed operative), le circolari organizzative interne e tutti i documenti tecnici il cui scopo è informare ed istruire, mettere cioè in grado ognuno di sviluppare le proprie attività, secondo gli standard qualitativi dell'Ente Scuola Edile, conforme quindi alle prescrizioni scritte in base alle quali è necessario operare. Il Consiglio di Amministrazione esaminerà in modo critico ed oggettivo l'adeguatezza e l'efficacia nel tempo del Sistema Qualità attraverso riscontri diretti ed esami periodici dei risultati raccolti dal RGQ o direttamente accertati.
Il presente documento viene diffuso attraverso vari canali: l'affissione all'interno degli spazi della nostra struttura, la consegna diretta ai partecipanti ai corsi con l'apposizione della firma su apposito modulo per l'avvenuta consegna del documento.
Il presente documento è sottoposto a riesame annuale in concomitanza della riunione del Riesame della Direzione. Sarà in tale occasione che si valuterà la necessità di adeguamento che sarà comunque ratificato dalle stesse figure che hanno approvato il presente documento.
In caso di revisione il presente documento verrà diffuso alle figure interne ed esterne e alle parti coinvolte secondo le modalità stabilite.

Ascoli Piceno, 20/10/2017

CARTA DELLA QUALITA'

dell'Ente Scuola Edile delle Province di Ascoli Piceno e Fermo

Il Consiglio di Amministrazione della Struttura, ha definito nella presente Carta della Qualità i principi ispiratori del servizio reso.
Il presente documento è nato al fine di definire in modo efficace e comprensibile e quindi comunicare ai committenti, ai beneficiari e agli operatori coinvolti, gli impegni che ESE assume nei confronti del sistema committenti/beneficiari a Garanzia della Qualità e della trasparenza dei servizi formativi, in termini strategici (Politica della Qualità), organizzativi (predisposizione ed erogazione dell'offerta), operativi (obiettivi e standard specifici) e preventivi (dispositivi di garanzia di committente/beneficiari).
Il presente documento si integra con la Politica della Qualità dell'Ente Scuola Edile delle Province di Ascoli Piceno e Fermo.
Gli impegni di seguito riportati sono da intendersi riferiti alle attività formative gestite con finanziamento pubblico e/o a quelle gestite con risorse interne dell'Ente Scuola Edile.

Livello strategico

L'Ente Scuola Edile di Ascoli Piceno e Fermo ha come propria missione la fornitura di supporto ai processi di crescita e di evoluzione delle aziende del settore edile ed affini (anche attraverso il miglioramento della produttività delle persone), ed attività di formazione professionale gestite con finanziamento pubblico e/o con risorse interne.
L'Ente Scuola Edile di Ascoli Piceno e Fermo si impegna a rifarsi strategicamente a modelli di riferimento quali:
- ottenimento del risultato di Qualità attraverso il coinvolgimento delle risorse umane, interne ed esterne, ognuno secondo il proprio ruolo ma tutti con la precisa volontà che si agisca nell'ottica del miglioramento continuo;
- prevenire i problemi piuttosto che gestirli quando si sono verificati;
- porre la massima attenzione nello sviluppo dei processi;
- valutare i risultati e gestirli in relazione ad azioni correttive volte al miglioramento.
L'obiettivo principale è quello di sviluppare il settore della formazione professionale in generale attraverso: la formazione di figure professionali Qualificate/Specializzate da inserire o inserite nel processo produttivo, lo sviluppo della cultura e dell'innovazione d'impresa.
Per realizzare questi obiettivi ESE adotta intensi rapporti ed interscambi con istituzioni pubbliche e private, e imprese per poter erogare una formazione pratica e sempre aggiornata con il processo tecnologico, al servizio della comunità, degli Enti, delle imprese e dei partecipanti ai corsi; investe conseguentemente in tecnologie e metodi d'avanguardia, rispetto al settore operativo della formazione erogata: Definisce e mantiene un Sistema Gestione Qualità coerente con il Dispositivo di Accreditamento delle Strutture Formative della Regione Marche (DAFORM), dove tutta la struttura – Consiglio di Amministrazione e la Direzione Generale si impegnano ad attribuire adeguate risorse e deleghe di responsabilità, sviluppa attività di prevenzione per la Qualità, misura il grado di soddisfazione del cliente attraverso opportune metodologie e strumenti, controlla costantemente la conformità delle proprie attività.
Il proprio Sistema Qualità (d'ora in poi: SGQ), (Certificato in conformità ai requisiti della norma applicata) codificato nell'apposita manualistica conservata in copia originale presso ESE rappresenta il principale strumento affinché la Politica della Qualità sia compresa, attuata e sostenuta a tutti i livelli della propria organizzazione.

Livello organizzativo

ESE ha costituito le due seguenti aree di attività:
Area formazione realizzata con risorse interne.
Si tratta della formazione rivolta alle aziende del settore edile ed affine o a singoli corsisti.
In questa area ESE fornisce supporto tecnologico ai processi di crescita e di evoluzione delle aziende del settore edile ed affini attraverso il miglioramento delle conoscenze cogenti e volontarie delle persone.
Area formazione pubblica realizzata con risorse provenienti da Enti
In Questa area ESE gestisce le attività formative con finanziamento pubblico (comprese quelle afferenti ai programmi comunitari).
I principali servizi consistono in attività di progettazione, orientamento, gestione e valutazione dei risultati relativamente a Obbligo Formativo - Formazione continua - Formazione superiore - Formazione di base - Formazione permanente attraverso corsi FSE, Regionali, Provinciali, Programmi Comunitari, Enti Pubblici.
ESE, oltre alle varie risorse umane esterne e strumentali utilizzate per le attività formative contingenti, si avvale stabilmente delle competenze professionali e delle risorse logistico strumentali di seguito riportate:
Risorse professionali: 3 figure interne responsabili con competenze afferenti all'amministrazione, progettazione, qualità e gestione dei processi formativi.
Risorse logistico strumentali: aule e laboratori di informatica, cantiere scuola, strutturati con software e attrezzature adeguate prevalentemente per docenze nel settore dell'edilizia ed affini.
Ove richiesto, ESE si impegna a consegnare l'opportuna documentazione esplicitante le principali caratteristiche del servizio formativo offerto, le modalità di accesso e di valutazione finale, il valore assunto in esito alla valutazione positiva.

Livello operativo

La tabella allegata riporta i principali elementi che ESE, identifica come fattori che assicurano la qualità nelle macro-attività proprie dei processi di formazione professionale; per il loro presidio sono stati definiti e normati nel SQ di ESE gli indicatori, standard di qualità e strumenti di verifica ad essi associati nella tabella stessa.

Livello Preventivo

Il SQ di ESE prevede un'apposita procedura operativa che definisce responsabilità, criteri e modalità operative relativamente alla gestione delle non conformità riferite a processi ed attività, in modo da assicurarne l'identificazione, la registrazione, la valutazione e la notifica agli eventuali interessati. Inoltre, la stessa procedura definisce le responsabilità e le modalità operative per l'avvio, l'applicazione ed il monitoraggio di azioni correttive/preventive, al fine di eliminare le cause di non conformità effettive (gravi e/o ricorrenti) o potenziali.
Qualsiasi reclamo verrà registrato e trattato conformemente a tale procedura i cui strumenti di supporto sono liberamente visionabili a garanzia dell'utenza.
In situazioni particolari relativamente all'area dello svantaggio, ESE, si impegna a strutturare incontri preliminari all'inizio dell'attività formativa, e quadrimestrali con le famiglie per valutare l'opportunità di richiedere l'assistenza pubblica (assistenza sociale - psicologi - ecc.) al fine di migliorare l'intervento formativo sul soggetto riconosciuto. Inoltre con le organizzazioni e con il centro polivalente provinciale extracomunitari. Per quanto relativo all'obbligo formativo si evidenzia che i diritti connessi al passaggio fra, sistemi, di cui all'art. 6 del Regolamento attuativo dell'art. 68 della legge 144/99 ed al "Documento di indirizzo alla programmazione degli interventi formativi per l'assolvimento dell'obbligo formativo nell'ambito della formazione professionale di competenza regionale di cui alla legge 144/99, art. 68", del. G.R. Marche n. 1798 del 6/9/2000 sono disponibili a semplice e diretta richiesta dell'interessato presso la sede di Campolungo (AP).
E' possibile rivolgersi alla stessa sede per qualsiasi necessità di attività di orientamento, all'istruzione ed al lavoro, in relazione alle politiche della Regione Marche e delle Amministrazioni Provinciali che ricadono nel territorio della Regione Marche.
In caso di realizzazione di attività formative afferenti l'obbligo formativo sono previsti:
1) almeno due incontri annui con le famiglie degli allievi;
2) la realizzazione di un periodo di stage (simulato all'interno del cantiere-scuola) proporzionato alla durata dell'intervento formativo con un minimo del 20% delle ore programmate.

Condizioni di trasparenza

La diffusione della Carta della Qualità di ESE viene regolamentata come segue.
Al fine di una massima pubblicità preventiva all'accesso al servizio, la Carta della Qualità sarà data in presa visione al momento della partecipazione all'attività formativa; nel modulo utilizzato per i dati anagrafici, è stata predisposta una apposita dicitura, la cui sottoscrizione attesta l'avvenuta presa visione della Carta della Qualità da parte del potenziale utente.
La Carta della Qualità viene affissa nei locali della struttura accreditata e pubblicata nel sito internet al fine di darne ampia diffusione.
La diffusione della Carta della Qualità ai committenti principali, ad altri eventuali committenti pubblici avviene mediante la pubblicazione della stessa sul sito dell'ente e su eventuali pubblicazioni.
La Carta della Qualità viene consegnata al personale docente e non docente insieme a tutta la documentazione relativa al nostro SGQ.
La revisione della Carta della Qualità di ESE, avviene con cadenza biennale, sotto la responsabilità del Presidente per quanto riguarda l'approvazione, del VPRE per la verifica e del Responsabile della Gestione della Qualità per l'emissione, considerando le risultanze emerse dai rilevamenti dei dati raccolti periodicamente e che trovano sintesi nella Relazione di Riesame che viene effettuato in seno al CA entro il mese di Gennaio di ciascun anno.

Ascoli Piceno, 08/11/2017

CODICE ETICO DI COMPORTAMENTO DEI DOCENTI E COLLABORATORI

dell'Ente Scuola Edile delle Province di Ascoli Piceno e Fermo

Premessa

L'Ente Scuola Edile delle Province di Ascoli Piceno e Fermo svolge attività di formazione, radicando la sua attività in alcuni principi e valori che devono costituire un riferimento per la società e per quanti lavorano in collaborazione con essa.
Con il termine valori si intende:
- un fattore permanente e centrale nei principi e nei sentimenti di una persona e di un'impresa
- un portato della cultura
- una scelta costante, che fa preferire un certo tipo di condotta ed una determinata condizione di esistenza.
I valori che animano i collaboratori e i Docenti sono i seguenti:

Integrità

Il Docente e il collaboratore devono mantenere costantemente comportamenti ispirati a sincerità, onestà e rettitudine. Devono evitare espedienti, approssimazioni e superficialità.
- Nel caso di incarichi della stessa natura presso altre strutture, il Docente e il collaboratore sono tenuti a tenere un comportamento discreto e corretto.

Indipendenza

- Il collaboratore e il docente della ESE sono professionalmente indipendenti, pertanto devono evitare tutte quelle azioni che possono limitare questa indipendenza.
- Il collaboratore e il docente nello svolgimento della loro attività, devono seguire criteri di oggettività e coerenza verso gli obiettivi che deve raggiungere.
- A tale scopo il collaboratore e il docente metteranno a frutto tutte le loro conoscenze e la loro cultura, utilizzandole con la massima serietà.
- Il collaboratore e il docente dovranno evitare forme di parzialità verso i partecipanti ai corsi che vadano a scapito della loro professionalità.

Qualità della prestazione

- Il collaboratore e il docente devono operare unicamente nell'interesse del partecipante ai corsi, con forte senso di collaborazione.
- Il collaboratore e il docente devono possedere i requisiti indispensabili in termini di personalità, competenze, serietà, cultura ed obiettività.

Competenza professionale

- Il collaboratore e il docente devono essere in possesso di elevata ed aggiornata competenza professionale nell'area dell'intervento offerto.
- Il collaboratore ed il docente dovranno pertanto astenersi dall'accettare incarichi per i quali non hanno le competenze professionali necessarie e si attiveranno per un continuo aggiornamento professionale.

Riservatezza

- Il docente si impegna a non divulgare, senza specifica autorizzazione scritta, informazioni riguardanti attività ed interessi dei partecipanti, delle quali siano venuti a conoscenza durante l'espletamento dell'incarico. Tali informazioni sono coperte da segreto professionale e vanno trattate come strettamente riservate.
- Il collaboratore e il docente non potranno utilizzare a vantaggio proprio o di terzi le informazioni di cui potranno venire in possesso nel corso della loro attività.

Concretezza

Obiettivo di ogni attività di docente è quello di portare concreti risultati al partecipante ai corsi.
- Il docente e il collaboratore della ESE sono impegnati a raggiungere concretamente gli obiettivi oggetto dell'incarico.
- A tale scopo il docente ed il collaboratore valuteranno gli obiettivi considerando i fattori sia a breve che a lungo termine.

Trasparenza

Al fine di garantire che l'immagine della ESE non venga pregiudicata, i Docenti debbono astenersi dall'offrire ai partecipanti soluzioni alternative, o ad utilizzare i dati di cui sono venuti in possesso a favore della loro attività.
Il riesame del presente documento avviene con cadenza biennale, e qualora necessitano modifiche si procede alla revisione sotto la responsabilità del Presidente per l'approvazione, al VPRE per la verifica e del Responsabile della Qualità per l'emissione considerando le risultanze emerse dai rilevamenti dei dati raccolti periodicamente.

Ascoli Piceno, 08/11/2017